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La Mentorship che mi ha portato a Londra – Samuele Ceroni

La Mentorship che mi ha portato a Londra – Samuele Ceroni

Informatica Internship Mentee Studenti 0

Ho conosciuto il mio mentor durante una cena organizzata da LTF, quando ancora non avevo idea di cosa fosse l’associazione e tanto meno immaginavo sarei diventato suo mentee. Come studente di ingegneria informatica del primo anno a Cesena, non credevo possibile un approccio a un ambiente come quello di LTF e, in particolare, ai mentor. Pensavo: “lavora a Google, chissà quanta roba c’è da fare per arrivare a quei livelli e chissà quanta di questa è impossibile”, mi sembrava un altro pianeta ed ero tentato di non provarci neanche.

Una sera decisi di scrivergli e uscimmo a cena, ci parlai e mi chiese << ma tu cosa vuoi fare i prossimi anni? Sei disposto ad accontentarti di quello che ti capiterà? >>. Domanda che spesso mi facevo anche io, ma a cui magari, per paura, non volevo impegnarmi a rispondere. Così su due piedi mi sentii molto scosso, sapevo che prima o poi avrei dovuto rispondermi. Li per li non sapevo cosa dirgli e cominciai a pensarci: decisi di condividere tutti i miei dubbi con lui, anche se al momento era solo uno sconosciuto.

Abbiamo cominciato a sentirci e per iniziare mi ha tolto dalla testa tutte le insicurezze che avevo al riguardo, oltre che a riempirmi di consigli e ripetermi che non c’era tempo da perdere: bisognava “muovere il culo”. Il suo continuo feedback in questa fase è stato incredibilmente d’aiuto, sia per mia sicurezza, sia dal lato motivazionale: non ero più da solo, eravamo in due a crederci. Costanza e follow-up col mentor sono stati fondamentali. Inizialmente avevo sempre molto timore di disturbare, ma il mentor è sempre stato super disponibile e generoso nell’aiutarmi.

Che obiettivi hai raggiunto quest’anno?

Provare ad ottenere un internship è stato difficile: ho avuto un periodo in cui facevo solo application, test e interviews e vedere tanti rifiuti è stato scoraggiante. Dopo 3 mesi però sono riuscito ad ottenere un posto a G-Research, una hedge fund a Londra che fa trading sul mercato tramite intelligenza artificale. Avere raggiunto questo obiettivo per me è stato importante, ma anche il mentor è stato orgoglioso della tenacia e dei risultati, nonostante quest’anno non sono stato preso alla sua azienda, Google.

Inoltre, grazie all’Università di Bologna, l’anno prossimo potrò fare un’esperienza di studio a New York, step che penso sarà una ottima esperienza interculturale, oltre che un aiuto per le application ai master (molto diverso dalla magistrale italiana!).

Next steps?

Con il mentor ora gli argomenti sono virati verso un possibile master (laurea magistrale estera) e le internship che potrò fare l’anno prossimo.

In particolare mi sto orientando verso un master in AI, anche se sono ancora indeciso tra il lato scientifico e quello ingegneristico. Riguardo le precise università farò application un po’ in tutta Europa – da Imperial e Cambridge a EPFL, ETH e Glasgow. Non ho mai considerato troppo gli Stati Uniti, anche se ultimamente sono entrato in contatto con i ragazzi di LTF negli States e li sto parzialmente riconsiderare. 

Il Give Back e Inclusione sono due valori fondamentali di LTF. C’è qualche esperienza di cui ci vuoi raccontare?

Da Settembre ho deciso di tenere un corso di informatica al mio ex istituto superiore, dove ho insegnato ai ragazzi le basi della programmazione e del competitive programming. Mi è piaciuto molto il fatto che si sia creata una community stretta di ragazzi. Inoltre ho deciso di diventare ambassador LTF nella mia università (sponsorizzando e facendo conoscere l’associazione) e di entrare nel team organizzativo dell’associazione.

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